Amiamo i Bambini. Possibilmente non Uccidiamoli
Oggi sarebbe la Festa del Papà. In qualche modo anche la festa dei figli. E’ per questo che oggi MC propone due contributi sul mestiere duro e difficile di genitore.
Dopo il bell’articolo di DiabolicoMarco sui terribili “sistemi” utilizzati per far dormire i bambini, voglio riproporre un argomento che sempre Marco ha trattato nel maggio del 2007: la sicurezza dei bambini in auto.
Sorvolo ogni considerazione su quei genitori che fumano in macchina mentre trasportano bambini, magari con tutti i finestrini chiusi per “non fargli prendere freddo”. E’ una cosa così stupida che mi rifiuto di commentare. Mi piacerebbe, però, che la cosa fosse punibile con perdite di punti sulla patente e sostanziose multe. Non credo che lo sia. I bambini, se non vogliono essere intossicati, devono scegliersi i papà non fumatori.
In merito ai sistemi di ritenuta (cinture e seggiolini), la situazione appare ancora peggiore. Fate mente locale: quanti bambini vedete con cintura o correttamente seduti nei loro seggiolini?
Se io ci penso mi vengono in mente solo bambini liberi nei sedili posteriori o, peggio, in braccio alla madre sul sedile anteriore. Senza contare quei deficienti che ancora fanno “fare il giro” ai bambini tenendoli in grembo al posto di guida.

E’ incredibile come dei genitori amorevoli si trasformino in potenziali assassini quando entrano in macchina. I numeri non mentono. Ogni anno in Europa muoiono 5000 bambini in incidenti stradali per insufficienza dei sistemi di ritenuta. Una vera e propria strage degli innocenti.
Ho reperito il dato in questo ottimo articolo di Repubblica on Line dal quale emerge che
Un genitore su quattro giustifica il mancato uso del seggiolino con la scarsa propensione del bambino a stare seduto, il 22,7% lo ritiene superfluo e il 18% non lo giudica necessario perché lo spostamento è di breve durata.
L’articolo propone anche una serie di studi realizzati dall’Automobile Club d’Europa su 53 diversi tipi di seggiolini dal quale emerge che:
ben 7 sono stati valutati “scarsi”, 1 “appena sufficiente”, 15 “soddisfacenti”, 28 “buoni” e solo 2 “ottimi”‘. Possibile? “Sebbene tutti i dispositivi provati soddisfino i requisiti di omologazione – spiegano i ricercatori che hanno condotto i test – molti offrono una protezione inadeguata negli impatti laterali, frequenti sulle strade urbane”.
E’ possibile scaricare le pagelle di oltre 50 modelli di seggiolini e una descrizione dei vari tipi disponibili.
Ho affrontato il problema recentemente. Anche senza leggere l’articolo di Repubblica ero già giunta alla conclusione che i vecchi tipi di seggiolini, quelli che si agganciano alle cinture di sicurezza per intenderci, sono meno sicuri di quelli che si agganciano al telaio dell’automobile (sistema ISOFIX) che però richiede una vettura predisposta.

nel cerchietto rosso l’aggancio ISOFIX
Ormai quasi tutte le auto vengono prodotte con agganci ISOFIX(1) e se qualcuna non ne dispone, se dovete viaggiare con bambini, non compratela. Sceglietene una che offra questa possibilità.
Nell’articolo leggerete anche che:
i seggiolini migliori, quelli con ancoraggio Isofix sono venduti unicamente dalle case automobilistiche
che è un’emerita fesseria. Esistono decine di seggiolini ISOFIX prodotti da marche specializzate in articoli per l’infanzia. Il problema è che spesso si è costretti a comprarli on line perché nei negozi sono introvabili.
Il motivo per il quale non si trovano seggiolini ISOFIX è semplice: se un seggiolino vecchio tipo costa intorno ai 50 euro, uno ISOFIX costa almeno 200 euro. In negozio cercheranno di convincervi che non servono a nulla. Sono delle tragiche e pericolose bugie.
Ci sarebbe da chiedersi perché un papà è disposto a spendere 500 euro per uno stupido IPhone e poi, magari, risparmia sulla sicurezza del figlio, ma non me lo chiedo perché ho paura della risposta.
Quando viaggiate in macchina non dimenticate mai i vostri bambini. Loro non sono in grado di capire il pericolo, voi sì (forse).
Note
- anche se il sistema non è obbligatorio [↩]
Fine delle Note
Articoli collegati:
- Bimbo Siluro? No, Bimbo Sicuro! (19.009) I seggiolini per l’auto vengono considerati da molti genitori una…
- Giornata Mondiale dell’Infanzia: Una Pistola alla Tempia dei Nostri Bambini (7.237) La storia: una ragazzina di 14 anni, triste e un…
- Giornata Mondiale dell’Infanzia: Salviamo i Nostri Bambini dal Ritalin! (6.145) “Una volta si diceva: ‘Quel bambino ha l’argento vivo addosso’….
MikClaudia
Sito Originale: www.mentecritica.net
La Tortura, il Problema e il Metodo Estivill
Premessa
Rinchiudi una persona in una stanza, una persona provata nel corpo e nello spirito. Offrile una stanza buia e un letto non troppo comodo, la stanchezza farà il resto.Quando le membra cominciano a sprofondare e i grovigli della mente a sbrigliarsi allora tu comincia urla con quanto fiato hai in corpo. Entra nella cella e costringi la tua vittima ad alzarsi e a camminare stringendo tra le mani un fardello delicato come il cristallo e pesante come il piombo. Cantando una ninna-nanna.
Dopo qualche minuto armati di falsa misericordia e concedi la facoltà di deporre il fardello, ma solo a patto che l’intera operazione sia compiuta con la massima precisione ed accortezza. La stessa cura di un artificiere all’opera su una bomba innescata pronta ad esplodere alla prima mossa falsa. Silenzio.
Concedi qualche breve momento di tregua. Lascia che la tua vittima torni in punta di piedi verso il suo letto. Aspetta che sia sdraiato e che il respiro sia diventato nuovamente regolare e poi ricomincia.
Urla! In piedi! Passeggiare! Deporre con cura!
Progressivamente rendi le pause sempre più lunghe. Presto non sarà più necessario calcare troppo la mano ma basterà un sussulto, una vibrazione e il sonno sarà immediatamente turbato. Presto vedrai che il sonno avrà abbandonato definitamente quegli occhi vuoti, lucidi come una biglia di vetro. L’alba.

*
Pediatra: Questa bimba ha qualche problema in particolare?
Mamma: Dottore, la piccola dorme poco!
Pediatra: Hai dei problemi? Vi sembra stanca, nervosa… provata?
Mamma e Papà, in coro: Beh, no.
Pediatra: Allora non è un suo problema, ma un problema vostro.
*
In più di una occasione mi è stato proposto questo libro. Come per i fumatori e gli indignati anche per i genitori in crisi da sonno esiste un rimedio facile, veloce e moderno. Il manuale in questione è Fate la nanna di E. Estivill e S. de Béjar il cui sottotitolo recita “il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino“.
In due parole: metti tuo figlio nel suo letto ogni giorno alla stessa ora, l’ora giusta. Un’ora che va bene per tutti i bambini, di tutte le età, di tutte le nazioni e continenti. Lui piangerà disperato ma tu non farti fregare, i bambini sono furbi, fai attenzione. Anche se si dispererà fino a vomitare o svenire tu lascialo li. Intervieni, ma senza prenderlo in braccio, seguendo una tabella che indica esattamente dopo quanti minuti devi entrare nella stanza e dopo quanti minuti devi uscire. Vedrai che nel giro di qualche giorno si addormenterà tranquillo e tu potrai goderti la notte. Per questi signori avere un bambino insonne significa che il demone in questione non dorme un numero di ore per te genitore insufficiente.
Ho letto alcuni forum, sul web. Ci sono mamme che scrivono (i grassetti sono miei) :

La dubbiosa
Ciao, c’è qualcuna di voi che ha usato il metodo Estivill?Vi faccio questa domanda perché l’ho usato con il mio primo figlio e mi sono trovata bene..ma lui piangeva 1 ora max un’ora e mezza prima di cedere. Arianna invece, ha nove mesi e da tre notti urla almeno 2ore e mezza se non tre.
Il figlio prima di cedere (alla disperazione dell’abbandono) piangeva solo per un’ora e mezza (una intera partita di calcio!), invece la figlia per tre ore. Questo non le ha fatto capire che questo metodo non funziona, però almeno il dubbio c’è.
Tolleranza zero
Io sono convinta che essere genitore significa anche insegnare a nostro figlio/a che c’è un limite alle cose e questo limite purtroppo a volte va trasmesso passando attraverso ai pianti (ora che è piccola o a sacrifici quando sarà più grande). Solo così si impara a dare valore alle cose, non certo dando sempre tutto indiscriminatamente.
Giustissimo. E’ sicuramente un bene per un bambino sapere che il mondo è una merda e che non ci si può fidare di nessuno, nemmeno dei propri genitori. Questi giovani d’oggi, a 6 mesi già vogliono tutto e subito.
Ordine e disciplina
A tutte le mamme scettiche: se avete letto il libro ma non lo mettete in pratica ESATTAMENTE com’è scritto, il metodo non funziona; se non ce la fate perché siete tanto sensibili al pianto del vostro bimbo, fatelo fare al papà o con il suo aiuto. Io ho applicato il metodo quando la mia bimba aveva solo 2 mesi. Ci è voluto ben 1 mese di pianti (suoi e miei), ma dopo la mettevamo a nanna senza nessun metodo: la adagiamo nel lettino e si addormenta da sola…e chi la sente più fino alla mattina seguente!!!! Se avete idea dell’importanza che ha dormire tutta la notte (voi e il bambino) vi consiglio vivamente il metodo anche se è un po’ duro. La prima regola quando lo si vuole applicare è: non mollare mai!!! I bambini sono furbi….
In questo commento sta il succo del discorso. Il metodo funziona per tutti, se con tuo figlio non funziona è colpa tua. Oppure è colpa di tuo figlio che a 2 mesi (due mesi, sessanta giorni di vita) è FURBO. Voi avete idea dell’importanza del sonno? Volete “non sentire più” vostro figlio fino al mattino seguente? Non mollate mai.

Il metodo Estivill è una cagata pazzesca
E’ proprio da stroncare. L’ho letto quando mia figlia aveva pochi mesi e mi sono voluta documentare un po’ di più sull’argomento. Ho evinto che questo metodo non ha nulla di scientifico e che semplicemente insegna ai bebè o bambini, a “rassegnarsi”. Così si dimentica che siamo dei mammiferi, e che abbiamo bisogno del contatto, anche e soprattutto fisico, con la mamma, in primis, ed anche con il babbo, naturalmente. Per fortuna ci sono anche autori (pediatri, antropoligi, etologi, etc.) che sostengono che questo metodo è tutt’altro che raccomandabile! Alla faccia dell’”attachment parenting”.
Opinione che condivido. Qualcuno dirà che forse, semplicemente, mi manca il coraggio. Sarà così, guardando queste scene mi viene la pelle d’oca, non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere.
Link esterni a Mentecritica:
- Perché non credo a Estivill
- L’educazione prussiana nel metodo Estivill
- Metodo Estivill: il “dopo”
- Estivill Boy
Nessun articolo correlato.
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Amiamo i Bambini. Possibilmente non Uccidiamoli
Oggi sarebbe la Festa del Papà. In qualche modo anche la festa dei figli. E’ per questo che oggi MC propone due contributi sul mestiere duro e difficile di genitore.
Dopo il bell’articolo di DiabolicoMarco sui terribili “sistemi” utilizzati per far dormire i bambini, voglio riproporre un argomento che sempre Marco ha trattato nel maggio del 2007: la sicurezza dei bambini in auto.
Sorvolo ogni considerazione su quei genitori che fumano in macchina mentre trasportano bambini, magari con tutti i finestrini chiusi per “non fargli prendere freddo”. E’ una cosa così stupida che mi rifiuto di commentare. Mi piacerebbe, però, che la cosa fosse punibile con perdite di punti sulla patente e sostanziose multe. Non credo che lo sia. I bambini, se non vogliono essere intossicati, devono scegliersi i papà non fumatori.
In merito ai sistemi di ritenuta (cinture e seggiolini), la situazione appare ancora peggiore. Fate mente locale: quanti bambini vedete con cintura o correttamente seduti nei loro seggiolini?
Se io ci penso mi vengono in mente solo bambini liberi nei sedili posteriori o, peggio, in braccio alla madre sul sedile anteriore. Senza contare quei deficienti che ancora fanno “fare il giro” ai bambini tenendoli in grembo al posto di guida.

E’ incredibile come dei genitori amorevoli si trasformino in potenziali assassini quando entrano in macchina. I numeri non mentono. Ogni anno in Europa muoiono 5000 bambini in incidenti stradali per insufficienza dei sistemi di ritenuta. Una vera e propria strage degli innocenti.
Ho reperito il dato in questo ottimo articolo di Repubblica on Line dal quale emerge che
Un genitore su quattro giustifica il mancato uso del seggiolino con la scarsa propensione del bambino a stare seduto, il 22,7% lo ritiene superfluo e il 18% non lo giudica necessario perché lo spostamento è di breve durata.
L’articolo propone anche una serie di studi realizzati dall’Automobile Club d’Europa su 53 diversi tipi di seggiolini dal quale emerge che:
ben 7 sono stati valutati “scarsi”, 1 “appena sufficiente”, 15 “soddisfacenti”, 28 “buoni” e solo 2 “ottimi”‘. Possibile? “Sebbene tutti i dispositivi provati soddisfino i requisiti di omologazione – spiegano i ricercatori che hanno condotto i test – molti offrono una protezione inadeguata negli impatti laterali, frequenti sulle strade urbane”.
E’ possibile scaricare le pagelle di oltre 50 modelli di seggiolini e una descrizione dei vari tipi disponibili.
Ho affrontato il problema recentemente. Anche senza leggere l’articolo di Repubblica ero già giunta alla conclusione che i vecchi tipi di seggiolini, quelli che si agganciano alle cinture di sicurezza per intenderci, sono meno sicuri di quelli che si agganciano al telaio dell’automobile (sistema ISOFIX) che però richiede una vettura predisposta.

nel cerchietto rosso l’aggancio ISOFIX
Ormai quasi tutte le auto vengono prodotte con agganci ISOFIX(1) e se qualcuna non ne dispone, se dovete viaggiare con bambini, non compratela. Sceglietene una che offra questa possibilità.
Nell’articolo leggerete anche che:
i seggiolini migliori, quelli con ancoraggio Isofix sono venduti unicamente dalle case automobilistiche
che è un’emerita fesseria. Esistono decine di seggiolini ISOFIX prodotti da marche specializzate in articoli per l’infanzia. Il problema è che spesso si è costretti a comprarli on line perché nei negozi sono introvabili.
Il motivo per il quale non si trovano seggiolini ISOFIX è semplice: se un seggiolino vecchio tipo costa intorno ai 50 euro, uno ISOFIX costa almeno 200 euro. In negozio cercheranno di convincervi che non servono a nulla. Sono delle tragiche e pericolose bugie.
Ci sarebbe da chiedersi perché un papà è disposto a spendere 500 euro per uno stupido IPhone e poi, magari, risparmia sulla sicurezza del figlio, ma non me lo chiedo perché ho paura della risposta.
Quando viaggiate in macchina non dimenticate mai i vostri bambini. Loro non sono in grado di capire il pericolo, voi sì (forse).
Note
- anche se il sistema non è obbligatorio [↩]
Fine delle Note
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- Giornata Mondiale dell’Infanzia: Salviamo i Nostri Bambini dal Ritalin! (6.145) “Una volta si diceva: ‘Quel bambino ha l’argento vivo addosso’….
MikClaudia
Sito Originale: www.mentecritica.net
La Tortura, il Problema e il Metodo Estivill
Premessa
Rinchiudi una persona in una stanza, una persona provata nel corpo e nello spirito. Offrile una stanza buia e un letto non troppo comodo, la stanchezza farà il resto.Quando le membra cominciano a sprofondare e i grovigli della mente a sbrigliarsi allora tu comincia urla con quanto fiato hai in corpo. Entra nella cella e costringi la tua vittima ad alzarsi e a camminare stringendo tra le mani un fardello delicato come il cristallo e pesante come il piombo. Cantando una ninna-nanna.
Dopo qualche minuto armati di falsa misericordia e concedi la facoltà di deporre il fardello, ma solo a patto che l’intera operazione sia compiuta con la massima precisione ed accortezza. La stessa cura di un artificiere all’opera su una bomba innescata pronta ad esplodere alla prima mossa falsa. Silenzio.
Concedi qualche breve momento di tregua. Lascia che la tua vittima torni in punta di piedi verso il suo letto. Aspetta che sia sdraiato e che il respiro sia diventato nuovamente regolare e poi ricomincia.
Urla! In piedi! Passeggiare! Deporre con cura!
Progressivamente rendi le pause sempre più lunghe. Presto non sarà più necessario calcare troppo la mano ma basterà un sussulto, una vibrazione e il sonno sarà immediatamente turbato. Presto vedrai che il sonno avrà abbandonato definitamente quegli occhi vuoti, lucidi come una biglia di vetro. L’alba.

*
Pediatra: Questa bimba ha qualche problema in particolare?
Mamma: Dottore, la piccola dorme poco!
Pediatra: Hai dei problemi? Vi sembra stanca, nervosa… provata?
Mamma e Papà, in coro: Beh, no.
Pediatra: Allora non è un suo problema, ma un problema vostro.
*
In più di una occasione mi è stato proposto questo libro. Come per i fumatori e gli indignati anche per i genitori in crisi da sonno esiste un rimedio facile, veloce e moderno. Il manuale in questione è Fate la nanna di E. Estivill e S. de Béjar il cui sottotitolo recita “il semplice metodo che vi insegna a risolvere per sempre l’insonnia del vostro bambino“.
In due parole: metti tuo figlio nel suo letto ogni giorno alla stessa ora, l’ora giusta. Un’ora che va bene per tutti i bambini, di tutte le età, di tutte le nazioni e continenti. Lui piangerà disperato ma tu non farti fregare, i bambini sono furbi, fai attenzione. Anche se si dispererà fino a vomitare o svenire tu lascialo li. Intervieni, ma senza prenderlo in braccio, seguendo una tabella che indica esattamente dopo quanti minuti devi entrare nella stanza e dopo quanti minuti devi uscire. Vedrai che nel giro di qualche giorno si addormenterà tranquillo e tu potrai goderti la notte. Per questi signori avere un bambino insonne significa che il demone in questione non dorme un numero di ore per te genitore insufficiente.
Ho letto alcuni forum, sul web. Ci sono mamme che scrivono (i grassetti sono miei) :

La dubbiosa
Ciao, c’è qualcuna di voi che ha usato il metodo Estivill?Vi faccio questa domanda perché l’ho usato con il mio primo figlio e mi sono trovata bene..ma lui piangeva 1 ora max un’ora e mezza prima di cedere. Arianna invece, ha nove mesi e da tre notti urla almeno 2ore e mezza se non tre.
Il figlio prima di cedere (alla disperazione dell’abbandono) piangeva solo per un’ora e mezza (una intera partita di calcio!), invece la figlia per tre ore. Questo non le ha fatto capire che questo metodo non funziona, però almeno il dubbio c’è.
Tolleranza zero
Io sono convinta che essere genitore significa anche insegnare a nostro figlio/a che c’è un limite alle cose e questo limite purtroppo a volte va trasmesso passando attraverso ai pianti (ora che è piccola o a sacrifici quando sarà più grande). Solo così si impara a dare valore alle cose, non certo dando sempre tutto indiscriminatamente.
Giustissimo. E’ sicuramente un bene per un bambino sapere che il mondo è una merda e che non ci si può fidare di nessuno, nemmeno dei propri genitori. Questi giovani d’oggi, a 6 mesi già vogliono tutto e subito.
Ordine e disciplina
A tutte le mamme scettiche: se avete letto il libro ma non lo mettete in pratica ESATTAMENTE com’è scritto, il metodo non funziona; se non ce la fate perché siete tanto sensibili al pianto del vostro bimbo, fatelo fare al papà o con il suo aiuto. Io ho applicato il metodo quando la mia bimba aveva solo 2 mesi. Ci è voluto ben 1 mese di pianti (suoi e miei), ma dopo la mettevamo a nanna senza nessun metodo: la adagiamo nel lettino e si addormenta da sola…e chi la sente più fino alla mattina seguente!!!! Se avete idea dell’importanza che ha dormire tutta la notte (voi e il bambino) vi consiglio vivamente il metodo anche se è un po’ duro. La prima regola quando lo si vuole applicare è: non mollare mai!!! I bambini sono furbi….
In questo commento sta il succo del discorso. Il metodo funziona per tutti, se con tuo figlio non funziona è colpa tua. Oppure è colpa di tuo figlio che a 2 mesi (due mesi, sessanta giorni di vita) è FURBO. Voi avete idea dell’importanza del sonno? Volete “non sentire più” vostro figlio fino al mattino seguente? Non mollate mai.

Il metodo Estivill è una cagata pazzesca
E’ proprio da stroncare. L’ho letto quando mia figlia aveva pochi mesi e mi sono voluta documentare un po’ di più sull’argomento. Ho evinto che questo metodo non ha nulla di scientifico e che semplicemente insegna ai bebè o bambini, a “rassegnarsi”. Così si dimentica che siamo dei mammiferi, e che abbiamo bisogno del contatto, anche e soprattutto fisico, con la mamma, in primis, ed anche con il babbo, naturalmente. Per fortuna ci sono anche autori (pediatri, antropoligi, etologi, etc.) che sostengono che questo metodo è tutt’altro che raccomandabile! Alla faccia dell’”attachment parenting”.
Opinione che condivido. Qualcuno dirà che forse, semplicemente, mi manca il coraggio. Sarà così, guardando queste scene mi viene la pelle d’oca, non avrei mai il coraggio di fare una cosa del genere.
Link esterni a Mentecritica:
- Perché non credo a Estivill
- L’educazione prussiana nel metodo Estivill
- Metodo Estivill: il “dopo”
- Estivill Boy
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Web cacca
Oggi, con tristezza, ho appreso della morte di una giovane e bellissima ragazza di cui so pochissimo. Probabilmente la sorella di una persona che non conosco, ma di cui ammiro il carattere, la caparbietà e il modo di raccontare dell’una e dell’altra. Questa persona, che non citerò perché per colpa della mia insipienza ho perso il diritto di nominare, pur avendo fama di essere un fake del web a seguito di una di quelle uscite d’ingegno che meriterebbero l’interessamento di una procura, è nel bene e nel male una delle donne che più efficacemente rappresenta con la scrittura la sua umanità sia nei pregi che nei difetti. Ci sono pochissimi casi come quelli di L.
Credo che il mio sforzo di rimanere me stesso sulla rete, il mio chiudere siti all’apice del successo ricominciando con pochi intimi e il mio rifiuto di accettare le regole del blogismo derivino largamente dall’atteggiamento di sereno disprezzo per certi metodi che lessi sulle sue pagine anni prima di aprire il mio primo blog.
Non si fanno amici sulla rete. E’ una regola che ha pochissime eccezioni, ma mi spiace lo stesso per L.
Pace.

Se non a farsi amici, la rete può essere utile a tante cose.
Qualcuno, un bel po’ invero, la usa per il sesso. La maggior parte del sesso su internet si ascrive al capitolo del “do it yourself“, ma ho personali risultanze del fatto che è possibile mettere in campo attività cooperative.
Io, personalmente, cerco di usarla per migliorarmi. Spesso ho delle posizioni estreme, impopolari e mi piace vedere l’effetto che fanno sulle persone. Altri la usano come un gioco, per scalare le classifiche. Ho una raccolta di email speditemi da un paio di ministresse della rete, così prese a discutere dei massimi sistemi parlando male di tutto e di tutti e con la stessa intensità preoccupate del posizionamento del link al loro sito o al loro avatar. Altri ancora ne hanno bisogno per affermare il proprio ego spargendo pagine vuote sulla rete e migliaia di foto in pose misteriose. Lasciamo perdere per carità di patria.
Ci sono altri, infine, che la usano per denaro, magari mettendosi la camicia rossa da garibaldini salvatori della patria. E questi, visto che siamo una società capitalista, sono la maggioranza(1) . E’ di questi ultimi che voglio parlare.
C’è un sito che si chiama oknotizie.virgilio.it . Questo sito funziona così: uno sottopone un link ad una notizia, a una foto, a un video o a un post di un blog e i componenti della community la votano. Se la notizia riceve molte letture e molti voti, va in posizione alta e viene letta da più persone. Se la notizia non viene letta o riceve voti negativi, sprofonda nel baratro delle cose perdute. Ottima idea, non originale per la verità(2) , ma realizzata con software proprietario e, sinceramente, fatta bene.
Al momento oknotizie è il principale sito italiano di questo tipo. Un blog sfigatello che, per caso, arrivi nella prima posizione di oknotizie, può beccare un paio di migliaio di visite in un giorno, venti volte quelle che fa normalmente un piccolo blog italiano (intorno al centinaio). Alla base di tutto l’ambaradan di oknotizie c’è il misterioso “algoritmo” che grazie a misure segretissime dovrebbe essere in grado di riconoscere i sistemi disonesti per pompare una notizia.
Mah. Ho una certa competenza in merito e so che gli algoritmi inferenziali lavorano tutti generalmente male. E’ uno dei motivi per i quali la cosiddetta intelligenza artificiale è rimasta sepolta nelle pagine di wikipedia. Comunque, tant’è. In ottica di valutazione del fenomeno web italiano, oknotizie è una straordinaria cartina di tornasole.
Poco dopo la sua nascita, è stato chiaro che era difficile portare in evidenza una notizia per il suo contenuto. Per il popolo della rete italiana leggere è noioso. La gente, apriva il link non leggeva e non votava perché il post era lungo. A questo punto si è passato ai titoli lunghi e furbi(3). Ha funzionato per un po’, fino a quando non è iniziato il posting di video divertenti ed immagini strane che hanno spopolato per mesi. Poi, la natura italiana del fenomeno, ha preso il sopravvento e anche nel mondo virtuale di oknotizie è entrata la mafia.
Un paio di capizona, capaci di stare attaccati alla piattaforma 24 ore al giorno, hanno messo insieme un bel po’ di picciotti, veri o virtuali, e hanno tenuto in ostaggio oknotizie per un paio d’anni, monopolizzando la home del portale senza nessuna opposizione e trasformando l’attività in una piccola (e secondo me molto poco redditizia ) attività commerciale. L’algoritmo, nel frattempo, taceva.
Da qualche settimana il sottile equilibrio di forze si è rotto. Un paio di clan si stanno disputando sanguinosamente i quartieri virtuali di oknotizie. I clan hanno meriti riconosciuti sulla rete. Uno ha raggiunto la popolarità attraverso la diffusione di (false) tracce di esami di stato, l’altro diffondendo la notizia (falsa) della morte di un personaggio dei cartoni animati (Dio,ma come cazzo si può spiegare una cosa del genere a chi non è dell’ambiente 🙂 ). L’escalation ha superato largamente il ridicolo per arrivare al paradosso. Uno dei clan, per fare casino, ha diffuso la notizia (falsa) della morte del capoclan. L’altro clan ha risposto lamentando la creazione di una (falsa) pagina di wikipedia. Per tutta risposta il clan del morto resuscitato, mette in piazza il meccanismo dei (falsi) sostenitori dell’altro clan.
Insomma, la verità non paga, la bugia sì. L’algoritmo, nel frattempo, tace.
E’ da evidenziare, però, che da un po’ di giorni i due clan sono spariti dalla home pur continuando la loro attività editoriale e ricevendo sempre le stesse votazioni bulgare. Che è successo nel frattempo? Una strizzatina alle manopole dell’algoritmo o un (tardivo) ritorno di pudore da parte di chi gestisce oknotizie?
Insomma una fiera dell’inutile e del falso. Un po’ come quello che quotidianamente vediamo in televisione nei programmi della De Filippi. Niente di più, niente di meno.
E’ questo il web italiano? No questo è il webmerda(4) italiano. Quello che scimmiotta la televisione spazzatura e che pur parlandone male desidererebbe tanto fare il trenino a buona domenica con i coglioni del grande fratello.
Intanto va detto che i webmerdisti calamitano il 90% delle letture e che la buona scrittura e il buon web di quella che vorrei chiamare amica e non posso, delle persone che abbiamo cercato e continuiamo a cercare e di tanti altri, hanno pochissima visibilità.
Insomma, niente di nuovo. Sul web funziona come nella vita reale. Chi ha il potere se lo tiene e fa che cazzo vuole, ma nel nome del popolo. Il problema è che nella vita reale a difendere il palazzo ci sono i carabinieri. Il web è nato senza questa regola conservatrice. Se c’è è perché ce l’abbiamo portata noi. La corruzione ha già preso i cuori giovani che popolano la rete.
La nostra lettera al futuro è skritta con le kappa dei bimbominkia e piena di errori di ortografia.
Immagine di Dreamer7112
Note
- e tutto sommato meglio così, perché quegli altri sono francamente patetici [↩]
- vedi reddit.com [↩]
- questa, a dire la verità, è una mia invenzione di quando frequentavo quel postaccio [↩]
- rivendico la paternità del neologismo [↩]
Fine delle Note
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Politica-Economia-Potere-Calcio-Spettacolo: Berlusconi Candida l’ex Calciatore G. Galli
Giovanni Galli, ex calciatore, è stato scelto da Berlusconi come candidato alla poltrona di sindaco di Firenze. L’ex portiere della Fiorentina e del Milan è un dipendente di Berlusconi, essendo legato a Mediaset da un contratto per le telecronache e gli interventi nelle trasmissioni sportive. Galli per ora ha rifiutato di parlare di programmi.

Forse ancora i programmi, le promesse, gli slogan, le pubblicità, non sono stati messi a punto dai maghi del marketing politico dello staff berlusconiano.
Per ora Galli ha dichiarato solamente: «Con Berlusconi ho parlato della determinazione che vogliamo mettere tutti per vincere e, durante l’incontro che avrò con lui, sicuramente parleremo di impegni e di programmi».
Berlusconi non è nuovo a candidature di uomini di spettacolo, della televisione o del calcio, conosciuti e amati dagli elettori-telespettatori. Ricordiamo, tanto per citarne qualcuno, la soubrette Gabriella Carlucci, l’ex modella Mara Carfagna, l’attrice e conduttrice TV Elisabetta Gardini, l’attore Bud Spencer, l’ex calciatore e presidente della Juventus Gianpiero Boniperti, la celebre cantante e attrice Ombretta Colli e la cantante e presentatrice TV (reti Fininvest-Mediaset) Iva Zanicchi.

A Firenze, Giovanni Galli dovrà contendere il voto degli elettori-telespettatori-tifosi fiorentini al giovane candidato del centro-sinistra Matteo Renzi, recentemente definito dal Time “l’Obama italiano”.
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Quanto Vale la Vita di un Italiano?
Poco. Anzi pochissimo. E tutto a regola di legge.
Un uomo viene accusato di omicidio. Siccome non fa parte della casta e non ha commesso un banalissimo stupro finisce di filato in carcere. 14 giorni in un carcere italiano. Una pena da girone dantesco. Di peggio, qui in Europa, si trova solo in Turchia(1), fidatevi.
Gli elementi probatori sono inconsistenti e l’uomo viene scarcerato. Dopo la breve villeggiatura e lo sputtanamento su giornali, riceve quello che la legge definisce un equo indennizzo. 8000 euro, Sedici milioni del vecchio conio. Più o meno quello che guadagna una puttana di alto bordo in due o tre giorni di lavoro facendo cose simili a quelle toccate a Lumumba Diya.

E diciamo che gli è andata già bene. Poteva rimanere in carcere per mesi, come accadde ad Enzo Tortora(2) o crepare mentre cerca di sbloccare un macchinario a cui sta lavorando. In quest’ultimo caso niente indennizzo, ma una ricchissima multa di 6000 euro per la persona ritenuta responsabile della morte.
Così stanno le cose evidentemente. In entrambi i casi la corte giudicante si sarà espressa secondo legge, quindi gli italiani non rispettano se stessi per volontà legislativa. Se non si ha stima e rispetto di se stessi è quantomeno curioso pretenderlo, poi, dagli altri.
Comunque, nel caso di Lumumba Diya e in quello francamente paradossale di Tortora, potrebbe emergere una cattiva gestione da parte dei giudici inquirenti con una comminazione intempestiva della carcerazione preventiva.
Un paese civile dovrebbe prevedere una norma che, in qualche modo, punisca il giudice che sbaglia. Una norma analoga a quelle che regolano il lavoro di tutti noi. Se un medico sbaglia, ad esempio, generalmente è costretto a pagare per i propri errori.
In effetti gli italiani, nel remotissimo 1987, hanno esplicitamente votato per un referendum abrogativo in ordine all’istituzione di una forma di responsabilità civile dei giudici.
La volontà degli italiani, chiaramente espressa con una percentuale bulgara dell’80%, è stata poi disattesa con la promulgazione della legge Vassalli. Un capolavoro di legge che trasferisce la responsabilità del magistrato allo stato con la possibilità, da parte di quest’ultimo, di rivalersi sullo stesso, ma solo entro il limite di un terzo di annualità dello stipendio(3).
Per chi guarda alle cose con occhio critico è chiaro che in Italia non esiste una sola casta e che i poteri dello stato, spesso, pur litigando apparentemente, si tutelano vicendevolmente.
Niente di nuovo sotto il sole.
Note
- giusto fuori dall’Europa, cioè [↩]
- sette mesi, per la precisione [↩]
- un po’ come se un medico, operando ubriaco, uccidesse un paziente e la responsabilità fosse trasferita all’ospedale [↩]
Fine delle Note
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Confesso: Io Sono un Alieno
“L’invasione degli ultracorpi” di Don Siegel è un grande film di fantascienza che molti di voi avranno visto. L’asse della “normalità” velocemente si sposta dagli umani, in senso stretto, agli umani-cloni-baccelloni tanto che, alla fine, ci si chiede se è normale chi continua a resistere o se non sia, al contrario, proprio questa resistenza un segno di “alienità“. Io mi sento così, come il protagonista di questo film che continua, oltre l’evidenza delle cose, oltre la ragionevolezza, a resistere divenendo, così, il vero alieno.

Ci sono segnali inquietanti che mi dicono che le cose stanno così, ad esempio io, negli anni passati, ho pianto e mi potrebbe succedere ancora: ho pianto quando i carri armati russi sono entrati a Praga nel 1968, ho pianto quando è morto Berlinguer, quando ho partecipato a Genova ai funerali di Guido Rossa, operaio e comunista, ucciso dalle BR, quando ho visto le immagini di Falluja bruciata, insieme ai suoi abitanti, dal fosforo bianco.
Dunque quello di cui parlo non è un pianto “privato” ( questo, se c’è e quando c’è, me lo tengo per me) ma si impasta, strettamente, con la storia, forse è la presa d’atto di capitoli che si chiudono con la quasi certezza che quelli che si stanno aprendo non saranno migliori. Tutto questo non è “normale”, piangere per queste cose è, indubbiamente, da alieni.
Di più. Continuo a coltivare quel perverso sentimento chiamato indignazione : m’indigno quando il nostro (anzi vostro, forse, non mio) Presidente del Consigli fa battute su desaparecidos argentini, quando leggo il quotidiano bollettino di guerra dei morti sul lavoro, quando vedo crescere il razzismo e l’intolleranza.
Dunque, piango e mi indigno : si può essere più alieni di così?
Qualche volta mi viene il dubbio che gli alieni, i baccelloni siano gli altri ma poi mi dico che solo i presuntuosi o i matti possono pensare d’avere ragione, di pensare che un muro sia bianco quando tutti o quasi tutti dicono che è nero, dunque mi rassegno, il muro, certamente, sarà nero e io, senza dubbio, sono un alieno : bisogna imparare a convivere con ciò che siamo e io ci sto provando.
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Appunti Italiani: Un Acquerello e una Acquaforte
L’Avido
Sono in viaggio per servizio. La gente per cui lavoro, bontà loro, mi stima così tanto che mi fa viaggiare in prima classe su un bel treno Alta Velocità.
Il treno parte con le carrozze semivuote. L’estensione dell’Alta Velocità alla mia città è un atto politico più che tecnico. Dopo appena cinquanta chilometri, infatti, è prevista già un’altra fermata in una stazione ben più importante.

Di fronte a me un uomo piccolo, elegante, bell’orologio, smartphone e copia di un giornale di partito in bella vista. Non può che trattarsi di un politico. Non ho mai visto quel giornale in edicola e se anche ci fosse, non credo che qualcuno lo comprerebbe.
Il piccolo riceve una telefonata. Il discorso cade sulla sua nuova auto che gli deve essere consegnata di lì a qualche giorno. Involontariamente apprendo che trattasi di una BMW con selleria in pelle e tutti gli accessori la descrizione dei quali, a differenza dello sfortunato interlocutore del piccolo, sarà a voi risparmiata.
Passa il carrellino dei giornali e dei rinfreschi. Il piccolo già si agita. Si sporge, cerca di capire cosa sia in distribuzione. Quando finalmente giunge il suo turno chiede un caffè, un biscottino con la cioccolata ed una copia del Corriere.
Il Frecciarossa arriva alla sua prima fermata. Il piccolo cambia rapidamente posto ed assume quello che, plausibilmente, corrisponde alla sua prenotazione, fa sparire i resti di caffè e biscottino e occulta la copia del Corriere.
Poco dopo la partenza, ripassa il carrello dei rinfreschi per servire i nuovi viaggiatori.
Si ripete la scena pari pari a quella di pochi minuti prima. Il piccolo si agita, si sporge, cerca di capire cosa ci sia in distribuzione e, quando il carrello arriva alla sua altezza, imperturbabile chiede un succo d’arancia, un biscottino alla cioccolata e una copia della Repubblica.
I resti del fero pasto rimangono, stavolta, in bella mostra fino all’arrivo dell’addetto preposto alla rimozione.
La visione di questo delicato acquerello mi ha aiutato a capire perché persone di un certo reddito (penso a parlamentari e senatori essenzialmente) passino il tempo a preoccuparsi del prezzo del caffè del bar aziendale e della possibilità di avere un taglio di capelli a scrocco.
Mangiando molto lo stomaco si dilata ed è sempre più difficile riempirlo.
La Colonna Infame
Scopro con piacere che il nuovo segretario del partito democratico ha appreso, con un certo ritardo, la redditizia arte di farsi latore di proposte che, con un leggero eufemismo, si potrebbero definire populiste.
Un prelievo “una tantum” del 2% sui redditi superiori a 120.000 euro per raccogliere rapidamente 500 milioni da distribuire a chi, causa crisi, si trova in condizioni di indigenza.

Premetto che la cosa sfortunatamente non mi riguarda. Comunque, si conferma sempre più l’idea che la lista dei contribuenti è la colonna infame dei fessi. Si paga ed ogni occasione è buona per pagare ancora. Ogni provvedimento di questo tipo è un vero e proprio spot pubblicitario per l’evasione fiscale.
In ottica di ronde mi chiedo perché nessuno abbia pensato ad istituire le “ronde fiscali“. Come quelle che danno la caccia agli stupratori di belle signore, queste ronde potrebbero perseguitare gli stupratori di contribuenti onesti la cui integrità posteriore non è, al momento, difesa da nessuno.
Bossi è d’accordo col prelievo. Bossi è lo stesso che pretende che non si voti nello stesso giorno per referendum abrogativo della attuale legge elettorale e elezioni europee con un incremento della spesa stimato in 460 milioni.
Della serie: se servono 500 milioni perché recuperarli dall’evasione fiscale o risparmiarli mettendo le elezioni nello stesso giorno. Prendiamole dalla tasca dei fessi.
Opere di Sara Giusti e Giacomo Soffiantino
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Non c’è Gioia nel Mio Pad
eri notte mi sono messo al computer, ho caricato Pro Evolution Soccer 4 e mi sono preparato a giocare qualche partita del mio campionato. Il primo scontro prevedeva una trasferta a Reggio Calabria contro la Reggina, poi una partita in casa con l’Udinese e un’altra trasferta a Sampdoria.
Comincio con la Reggina, squadra che galleggia squallidamente a metà classifica.
Al 5’ minuto di gioco, quando ancora sono in fase di studio, i miei avversari segnano il gol dell’uno a zero. Dispiaciuto per questo svarione mi metto sotto e cerco di recuperare, ma niente, quelli sembrano più forti.

Un po’ troppo più forti, a dire il vero.
Non è solo per il fatto che l’arbitro non mi fischia mai un fallo a favore, che il loro portiere para anche le mosche, che i loro attaccanti arrivano sempre prima dei miei difensori, che tutti i rimpalli finiscono nei loro piedi, che se li sfioro svengono ed è sempre fallo, ammonizione e mai infortunio.
È più che altro il fastidio nel vedere il loro numero 10, tale Nakamura, che sembra una versione giapponese di Maradona.
Fastidio, sì, perché Pro Evolution Soccer è giapponese, e si vede che sono convinti che Nakamura sia un piccolo fenomeno che un giorno porterà la Reggina allo scudetto (quando in realtà è un cesso orrendo neanche buono per farci il brasato).
Così esco e ricomincio.
Seguono dieci tentativi, che vi spiego nel dettaglio:

Reggina-Chinaski 1-0
Attacco per tutta la partita, colpisco un palo (a porta vuota) e non mi danno tre rigori netti. All’85’ Nakamura lancia Borriello, che scarta tre volte lo stesso difensore e segna.
Reggina-Chinaski 1-0
Attacco per tutta la partita, colpisco due traverse, mi danno un rigore ma il mio miglior attaccante tira inspiegabilmente alto. Al 70’ Nakamura segna di testa da fuori area.
Reggina-Chinaski (sosp)
Interrotta al 7’ per gol della Reggina su assist di Nakamura.
Reggina-Chinaski (sosp)
Interrotta al 23’ quando, dopo sette nitide palle gol per me tutte sventate da salvataggi in extremis di stinchi, braccia, schiene, teste, mani, orecchie di giocatori della Reggina, Nakamura prende palla sulla fascia, attraversa tre miei difensori come fossero pixel, tira, colpisce la traversa e il pallone s’insacca dopo aver rimbalzato sulla nuca del mio portiere.
Reggina-Chinaski 2-2
Decido di mandare Nakamura all’ospedale.
Gli do la caccia sin dal primo minuto, e dopo nove interventi kamikaze sulle ginocchia, che mi costano altrettante ammonizioni e un gol su punizione dal limite (segna Nakamura), finalmente gli spezzo un femore. Godo nel vederlo uscire in lacrime e mi preparo alla rimonta che si realizza con un gol al 38’ (sei conclusioni consecutive prima di vedere la palla entrare) e uno al 59’ (segno involontariamente premendo il tasto Cross Lungo invece di Tiro). Tuttavia la Reggina pareggia al 90’ dopo che il pallone è rimasto nella mia area per più di due minuti, inspiegabilmente, senza che i miei difensori riuscissero a calciarlo lontano, neanche per errore.
Reggina-Chinaski (sosp)
Interrotta dopo otto secondi per gol di Nakamura.
Reggina-Chinaski 0-0
Ancora un brutto infortunio per Nakamura.
Per sicurezza rendo invalidi altri tre giocatori della Reggina che, non avendo più sostituzioni, è costretta a tenere in campo l’ultimo infortunato, Franceschini, il quale si muove a passo di lumaca e fa quasi tenerezza (durante la partita verrà più volte sbeffeggiato con doppi-passi e tunnel).
Attacco per 90 minuti senza interruzione. Sbaglio un rigore (il mio miglior attaccante tira curiosamente alto) e non me ne fischiano altri sei. Colpisco quattro pali e due traverse. Mi annullano due gol per fuorigioco, senza però farmi vedere il classico Replay dimostrativo (vado nel menù opzioni e provo a forzare il Replay manualmente, ma mi viene proposto un Replay di Nakamura che segna su punizione, cinque partite prima).
A tempo scaduto riesco non so come a scartare un difensore nipponico (ormai la sfida è Chinaski-Konami) vedo il portiere in uscita sul radar e provo il pallonetto dal limite dell’aera. Il pallone supera il portiere, rotola verso la porta, io alzo un braccio al cielo.
Poi un giocatore zoppicante salva sulla linea.
Franceschini, si chiama.
Reggina-Chinaski (sosp)
Al buio, con i flash colorati dello schermo che mi lampeggiano in volto, osservo i giocatori della Reggina mentre segnano una manciata di gol. Non oppongo la minima resistenza, dal momento che ho lasciato cadere il joy-pad (ma non c’è gioia nel mio pad) penzoloni, e la bocca mi si è leggermente aperta, catatonica.
Prima di interrompere vedo Nakamura che circumnaviga il mio portiere paralizzato quattro volte, poi si alza la palla e segna il 6 a 0 in rovesciata.
Reggina-Chinaski 1-1
Vado in bagno a fare pipì e quando torno sono un altro uomo: è solo un computer, mi dico. È solo un gioco. È solo la Reggina. Se mi impegno, se mi concentro e se ce la metto tutta, posso vincere in goleada.
Così carico e determinato comincio la partita, che risulterà essere la migliore da quando esisto. La Reggina non passa la metà-campo, io gioco con razionalità, senza scoprirmi, e costruendo le mie azioni ad arte. Passo in vantaggio con una splendida azione corale, conclusa dal mio pupillo in controbalzo. Poi cerco di segnare il raddoppio, ma impedendo agli avversari qualsiasi reazione.
Al 92’ Nakamura scarta 8 miei giocatori, e segna.

Reggina-Chinaski 0-18
Abbasso il livello del computer al minimo.
Segno 18 gol nel primo tempo. Poi trascorro la seconda frazione a dar la caccia a Nakamura, Borriello e Franceschini. Li mando tutti e tre al pronto soccorso.
Dal 65’ al 90’ faccio torello nella mia metà campo.
Quando l’arbitro fischia la fine faccio la ola sulla sedia, e vado a letto.
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